La selvaggina
Umido di cinghiale, gnocchi al cervo, pappardelle alla lepre. Lo stracotto di somaro con la polenta, come una volta.
dal cuore dell'Appennino
L'Appennino si mangia in città. Borlenghi, selvaggina e tortelloni fatti a mano, alla tavola di Dora.
una piccola verità
A Modena l'Appennino si mangia, senza salire in Appennino.
Cinghiale, cervo, porcini, tortelloni di ricotta montanara. La cucina delle nostre montagne, a dieci minuti dal centro.
quello che troverai in tavola
Poche cose, fatte come si deve: la selvaggina in umido, i funghi dei nostri boschi, la pasta tirata a mano. Porzioni generose, conto onesto.
Umido di cinghiale, gnocchi al cervo, pappardelle alla lepre. Lo stracotto di somaro con la polenta, come una volta.
Porcini fritti o alla griglia, tagliatelle ai funghi misti profumate al tartufo, tortelloni ai porcini.
Fatti a mano, con affettati, formaggi, sottaceti e il battuto di pancetta. E il mercoledì, i borlenghi.
ogni mercoledì
C'è chi organizza la settimana su questo. Il borlengo sottile come un velo, la cunza di lardo, aglio e rosmarino, il parmigiano. Una cosa semplice che qui prende un'altra forma.
Prenota il mercoledìborlenghi
dal martedì alla domenica su richiesta
perché "la filanda"
La filanda era il posto dove si filava. Qui la nonna del nostro stemma non fila la lana: fila la pasta, e il cinghiale se la ritrova nella padella. È una battuta, ma dice la verità sulla nostra cucina.
I piatti li cucina Dora con il suo staff, con la cura di chi lo fa da sempre. Tortelloni tirati a mano, umidi che cuociono piano, funghi e selvaggina delle nostre parti.
Siamo a Collegara, un po' fuori dal centro e volutamente tranquilli. Si viene qui per mangiare bene, senza fretta.
dove siamo